Come smaltire i rifiuti elettronici in modo sostenibile

Quanti di noi hanno elettrodomestici in casa che presto dovranno essere smaltiti?

Dove e come smaltirli in modo corretto e sostenibile dando luogo ad un’economia giusta e circolare?

Cosa dice la legge

Il decreto di semplificazione n. 65 “Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature”, entrato in vigore nel maggio 2010, impone dal 18 giugno 2010 a tutti i distributori-rivenditori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) l’obbligo di:

  • assicurare il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell’apparecchiatura usata proveniente da nuclei domestici e consegnata dal cliente al momento dell’acquisto di una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica equivalente;
  • provvedere al trasporto dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) domestici ritirati presso i centri di raccolta comunali.

Tutti i rivenditori e i negozianti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche devono quindi attrezzarsi per consentire la consegna gratuita di questi rifiuti da parte dei propri clienti a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto (da cui “UNO contro UNO”).
Per far ciò, il decreto in questione offre la possibilità a tali soggetti di avere accesso a semplificazioni amministrative per la gestione di questi rifiuti.

Legambiente e ReMedia hanno creato una miniguida per il corretto smaltimento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)m molto utile che trovate qui

La normativa vigente fornisce già strumenti semplici per smaltire correttamente gli apparecchi elettrici fuori uso e gli elettrodomestici più ingombranti: possiamo approfittare del cosiddetto sistema “uno contro uno” in base al quale si può consegnare il vecchio apparecchio direttamente al negozio dove se ne acquista uno nuovo di uguale funzione. Sarà cura del rivenditore conferirlo nel luogo adeguato allo smaltimento.

Il distributore che indebitamente non ritira, a titolo gratuito, una apparecchiatura elettrica od elettronica, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 150 ad euro 400, per ciascuna apparecchiatura non ritirata o ritirata a titolo oneroso.
Inoltre il non adempimento degli obblighi sopra descritti è sanzionabile ai sensi dell’articolo 10 del DM n.65 del 08 marzo 2010.

Uno contro Zero

a Luglio 2016  è entrato in vigore  luglio 2016 il Decreto Ministeriale 121, meglio conosciuto come il Decreto “uno contro zero”, relativo al ritiro dei Raee, rifiuti elettrici ed elettronici, di piccolissime dimensioni.
Si tratta di smartphone, mp3 player, rasoi elettrici, piccoli tablet, lampadine e  altri piccoli prodotti elettronici d’uso comune èurchè inferiori a 25 cm.

La normativa semplifica le procedure applicate al ritiro gratuito, da parte dei distributori, dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee) di piccolissime dimensioni, di provenienza domestica, favorendo l’incremento di questo tipo di raccolta.

Questa norma in pratica, consente al cittadino di consegnare al negoziante, qualora disponga di una superficie di vendita dedicata alle attrezzature elettroniche  superiore ai 400mq, l’apparecchio elettrico ed elettronico di piccolissime dimensioni (dimensioni esterne al massimo di 25cm) da buttare, senza avere l’obbligo di acquistare un prodotto equivalente o qualsiasi altro prodotto.

Per i negozi più piccoli questa  modalità di raccolta  rimane facoltativa e si aggiunge all’obbligo dell’uno contro uno (in vigore dal 2010) valido per tutti i Raee e che impone al distributore il ritiro del rifiuto in caso di contestuale acquisto di un prodotto nuovo equivalente.

Inoltre fra le novità del decreto “uno contro zero” c’è un’importante semplificazione burocratica per questo tipo di raccolta in quanto non è più necessario richiedere e registrare i dati di chi conferisce il rifiuto, snellendo così la procedura per ambo le parti.

Una buona abitudine

L’uno contro uno e l’uno contro zero si stanno lentamente diffondendo come buona abitudine tra gli italiani ma è necessario informare quanti più cittadini possibile sulla sua esistenza e sull’importanza di smaltire in modo corretto i rifiuti elettrici o elettronici.

Dalla collaborazione tra Legambiente e ReMedia nasce un interessante opuscolo per informare ed educare i cittadini al corretto riciclo dei RAEE per proteggere l’ambiente e la nostra salute. Insieme hannorealizzato una miniguida: “Noi ci crediamo e li ricicliamo. E tu?” che vi consiglio di leggere.

Un tesoro nascosto

Quando i giornalisti parlano di RAEE, sempre più spesso usano l’espressione “miniera urbana”: i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche sono visti come un tesoro nascosto, come la moderna versione delle miniere d’oro. E’ davvero così?

E’ vero che i RAEE contengono molte e importanti materie prime, da quelle più comuni come il ferro, l’alluminio, la plastica, il rame, fino a quelle più preziose o strategiche, come l’oro, il palladio, il cobalto, la grafite …

 

 

Ricavare queste materie prime dai RAEE, inoltre, richiede meno energia e provoca meno sprechi rispetto all’estrazione delle stesse materie prime dalle miniere.

Il riciclo dell’alluminio – ad esempio – permette di risparmiare fino all’85% dell’energia richiesta per produrlo “ex novo” partendo dalla materia prima.

La raccolta differenziata dei RAEE permette quindi di effettuarne il riciclo, cioè consente di farli tornare a essere materie prime: è una grande opportunità, che – soprattutto in un Paese povero di risorse naturali come l’Italia – non può più essere sprecata.

Allo stesso tempo, però, i RAEE sono un problema, perché contengono anche sostanze inquinanti, come ad esempio i gas ozono-lesivi dei frigoriferi, le polveri fluorescenti delle TV a tubo catodico, i condensatori delle lavatrici (in cui potrebbero essere presenti PCB – policlorobifenili, inquinanti organici che a causa della loro scarsa degradabilità permangono nell’ambiente per lungo tempo), il mercurio delle sorgenti luminose… che hanno un impatto molto pesante sull’ambiente in cui viviamo, e soprattutto sull’ambiente in cui vivranno i nostri figli.

Il CFC contenuto in un solo frigorifero, ad esempio, provoca un danno ambientale pari a quello di un’autovettura che percorra 15.000 km! E’ quindi vero che i RAEE sono una miniera di materie prime, ma non bisogna mai dimenticare che il processo di estrazione di queste materie deve essere in grado di intercettare e smaltire tutte le sostanze inquinanti.

Questa “dimenticanza” è purtroppo frequente: molti dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche buttati dai cittadini italiani finiscono nelle mani di operatori che sono interessati solo alle materie prime (che consentono un guadagno) e che non si curano affatto delle sostanze inquinanti (la cui eliminazione comporta costi rilevanti).

Per questo motivo è importante che i RAEE vengano consegnati solo ai soggetti a cui la normativa affida il compito di effettuare la raccolta.

 

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