Sharing economy: da moda a modello

 

Federico Capeci di Duepuntozero Research del gruppo DOXA,  e uno tra i più noti e apprezzati ricercatori di mercato in Italia sulle tematiche digitali, ha presentato a SharItaly2014   una ricerca  in cui ci si è chiesti se l’interesse verso la Sharing Economy è destinato a scemare in futuro o se crescerà.

I dati emersi sono i seguenti:

3 milioni di nuove persone hanno praticato lo sharing nell’ultimo anno in Italia (con piattaforme online)
Circa la metà di coloro che condividono hanno meno di 35 anni
I servizi maggiormente utilizzati sono:
  • le piattaforme per lo scambio e baratto (circa il 16%)
  • i servizi di alloggio presso privati (12%)
  • I servizi di mobilità forniti da altre persone (10%)

La velocità di diffusione, peraltro, si mostra elevata: già nel corso dei prossimi 1-2 anni la curva di adozione arriverà a coprire la maggioranza della popolazione online.
La parte di popolazione che per prima ha aderito a queste nuove pratiche sta già fungendo da modello per i primi followers (early majority), informando e rassicurando.
Vi sono, tuttavia, alcuni elementi chiave e nodi da sciogliere affinché la diffusione emulativa possa sostenersi nel lungo periodo e coinvolgere fasce di popolazione crescenti.

Gli elementi da diffondere, da parte dei differenti “attori” dell’economia collaborativa, sono:
– il vantaggio economico, concreto e tangibile, che tali pratiche procurano a utente e offerente;
– il senso sociale connesso ad uno stile di vita rispettoso dell’ambiente, delle risorse a disposizione, della sostenibilità intesa in senso allargato;
lo stimolo all’impegno individuale, imprenditivo, attivo per il cambiamento della situazione economica personale e del paese.

Capeci

 

 

 

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