Novo Modo: l’1 e 2 Dicembre a Firenze si discute di responsabilità sociale

Novo Modo – www.novomodo.org – è una “tre giorni” di dialogo ed elaborazione di pensieri e proposte per ridisegnare un futuro di equità e giustizia.
Nel decennale della crisi economico-finanziaria che ha sconvolto il mondo e che ancora lascia i suoi pesanti condizionamenti sociali, ambientali ed economici sui cittadini di molti paesi europei e del mondo, i partner di Novo Modo si propongono di svolgere una riflessione e di proporre un confronto sui temi delle possibili alternative economiche ad un sistema di economia finanziarizzata che ha mostrato di non essere capace di mantenere le proprie promesse di crescita e sviluppo.

L’appuntamento è a Firenze dal 1 al 2 dicembre 2017 presso la Ex-Fila Connessioni Metropolitane (via Leto Casini 11 Firenze) e chiude il “mese della finanza etica” promosso ogni anno da Banca Etica.

La resposabilità è di tutti

Centrale di Novo Modo è la “Responsabilità di Tutti” che sta a significare l’approccio necessario per affrontare questa contemporaneità: non basta riflettere sui nostri consumi, dobbiamo interrogarci sui modelli di produzione, su quali beni e servizi siano necessari nel prossimo futuro, su quali forme di economia, di politica, di società, vogliamo provare a costruire con il nostro agire quotidiano.
Ancor prima, è necessario capire come portare queste tematiche nell’agenda politica e come renderle prioritarie a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale alle istituzioni europee e internazionali.
Novo Modo vuole essere una modalità nuova di interrogarsi sulle sfide che ci troviamo a vivere, condividendo le esperienze e le capacità di diversi soggetti. Fare rete per analizzare i problemi e condividere soluzioni, nella consapevolezza che le crisi finanziaria, economica, ambientale, sociale e di democrazia non sono una indipendente dall’altra, ma che occorre una visione complessiva per cambiare rotta. Un luogo d’incontro di culture e punti di vista diversi, attraverso cui porre all’attenzione pubblica l’urgenza della relazione tra crisi climatica e crisi economica. Consapevoli delle formidabili e rapide trasformazioni in atto, che hanno visto crollare o implodere valori (etici e sociali) per lungo tempo condivisi, vediamo inoltre in Novo Modo un luogo ove provare a rilanciare un’idea organica (ma non organicista) di Paese.

2. Ciò che unisce i partner

I partner di Novo Modo sono accomunati dalla stessa visione: una radicale critica al sistema economico/sociale/ambientale/culturale che ha portato alla moderna ‘crisi’ e una comune idea di cambiamento: ogni partner infatti è portatore di una propria vision, ma sa che nel fare rete e nel cooperare si costruisce speranza e futuro.

3. Quali prospettive

L’attuale modello di sviluppo ha mostrato tutte le sue intrinseche contraddizioni e la sua insostenibilità: Dopo le roboanti dichiarazioni di grandi cambiamenti all’indomani dello scoppio della bolla finanziaria (“Niente sarà più come prima!”, “La finanza deve tornare ad essere sotto controllo!”), tutto è rimasto come prima della crisi, salvo il riprodursi di bolle speculative, l’aggravarsi delle sofferenze bancarie, i meccanismi di salvataggio degli istituti in crisi sulle spalle dei bilanci dello Stato. Nessun serio tentativo di regolamentazione è stato fatto a livello europeo e decisamente si è smarrita ogni spinta riformista.
Occorre proporre un diverso modello di sviluppo alternativo a quello che ha generato la crisi, che si dimostra in grado di sopravvivere a se stesso, riproducendosi in forme nuove (quelle della politica di austerità dell’Unione Europea o del liberismo commerciale del Trattato di libero scambio fra USA e Unione Europea a cui i negoziatori delle due parti lavorano alacremente), con qualche ritocco esteriore ma senza modificare la sostanza. Il collante dei partner è la comune passione per l’umano, l’impegno per la buona politica, la determinazione a voler contribuire allo sviluppo del singolo, in un contesto comunitario, superando localismi e ancor più interessi personali. Serve un radicale cambiamento delle politiche portate avanti dalle rispettive istituzioni. Ma prima ancora di singole scelte di politica economica o in qualsiasi altro ambito, dobbiamo ricostruire l’immaginario che si è imposto negli ultimi anni, concependo
modelli alternativi concreti e coerenti. Vogliamo ribadire con forza gli esempi e le testimonianze positive che ci sono sia in Italia che in Europa. E’ arrivato il momento d’inserire pienamente nella nostra agenda il tema dell’interdipendenza, quanto meno alla scala del bacino del Mediterraneo. Uscire dalla crisi è possibile, ma solo con un nuovo modello di sviluppo.

4. Destinatari

A tutti i cittadini, alla classe dirigente di oggi e di domani, al mondo universitario, ai giovani e ai lavoratori del nostro Paese. Il tratto saliente e positivo dell’edizione “zero” di Novo Modo è stato quello della responsabilità comune verso il futuro. Ma questo approccio così decisivo deve vivere nella preparazione dell’evento e nell’elaborazione che durante l’anno dobbiamo continuamente produrre: per questo dobbiamo rivolgere la nostra attenzione e comunicazione preparatoria all’evento alle scuole/università a partire dalla città che ci ospita, alle realtà non profit e profit impegnate nel rendere più coesa e giusta la comunità in cui operano.
Più in generale Novo Modo vuole essere un’esperienza aperta sia alle singole persone interessate a informarsi e partecipare, sia alle organizzazioni, alle imprese, agli Enti Locali e più in generale a chiunque voglia mettersi in gioco per una riflessione sui modelli di economia, società, finanza che vogliamo proporre. Vorremmo allargare il tavolo dei partner a chi vuole mettersi direttamente in gioco, lasciando poi aperta la porta della partecipazione a tutte le organizzazioni interessate.

Durante la manifestazione verrà proiettaro il film “L’ordine delle cose” di Andrea Segre, un film che vi consiglio di vedere!

LA TRAMA DEL FILM: Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione irregolare. Il Governo italiano lo sceglie per affrontare il problema dei viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia. Missione molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani ed europei sembra impossibile. Corrado si muove tra stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti. Ad un certo punto infrange una delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell’immigrazione: mai conoscere i migranti, considerarli solo numeri. Corrado, invece, incontra Swada, una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa. Come tenere insieme la legge di Stato e l’istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà? E’ forse la domanda più angosciante, per Corrado e per lo Stato, ma in fondo per ciascuno di noi. Il film di Segre tocca le questioni ultime, quelle fondamentali, dei nostri tempi.

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