L’uomo che più di Bill Gates e Steve Jobs ha influenzato il nostro futuro

Lo dice il Washington Post: è lui, Linus Torvalds,  l’uomo che più di Bill Gates e Steve Jobs ha influenzato il nostro futuro, l’iniziatore del più grande progetto collaborativo del mondo, LINUX.

linus-torvaldsLa sua storia

Linus Benedict Torvalds è nato a Helsinki (Finlandia) il 28 dicembre 1969 ed è il  padre sviluppatore della prima versione del nucleo e cuore centrale (kernel) del sistema operativo Linux, il sistema operativo open source utilizzato dalla maggior parte dei server internet.

La sua creatura è stata così battezzata dall’assonanza con il nome del sistema operativo “parente” Unix, già presente da diversi anni al momento della nascita di Linux, e il nome di battesimo dello stesso Torvalds.

Fu il nonno materno Leo Toerngvist, professore di statistica presso l’Università di Helsinki, a far conoscere l’informatica al piccolo Torvalds. A metà anni ’70 il prof. Toerngvist acquistò uno dei primi personal computer della storia, il Commodore Vic 20, sul quale il piccolo Linus si “fece le ossa”. Stufo dei pochi programmi che aveva a disposizione, decise di iniziarne a svilupparne di propri imparando da sé il linguaggio BASIC. La logica, la matematica e la programmazione divennero ben presto le tre grandi passioni di Linus Torvalds, rendendo vani i tentativi del padre di farlo interessare allo sport.

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La nascita di Linux

Nel 1987, all’età di 18 anni, acquistò il suo primo computer: un Sinclair QL. Con il suo processore Motorola 68006 da 7,5 megahertz e i 128 kilobytes, il Sinclair rappresentava un notevole passo in avanti rispetto al Commodore, ma non era ancora abbastanza. Il sistema operativo, infatti, era caricato sulla ROM (Read only memory, memoria di sola lettura) rendendolo di fatto non modificabile. L’anno successivo si iscrisse alla facoltà di Scienze Informatiche dell’Università di Helsinki e ben presto iniziò ad ampliare il proprio bagaglio di conoscenze. A cavallo tra il 1989 e il 1991, ad esempio, fa “conoscenza” con il linguaggio di programmazione C e con il sistema operativo UNIX, due tappe fondamentali nel processo di crescita professionale del papà di Linux.

Nel 1991 acquistò un nuovo computer, compatibile con i sistemi IBM e dotato di un processore Intel386 e ben 4 megabyte di memoria RAM. Tutto perfetto, se non fosse che il sistema operativo, MS-DOS, proprio non riusciva a sopportarlo. Provò a cercare una versione di UNIX a buon prezzo, ma la ricerca fu vana. Provò quindi con MINIX, versione ridotta di UNIX sviluppata da un informatico olandese, ma anche in questo caso i risultati non furono quelli attesi.

Torvalds decise quindi di mettersi in proprio e sviluppare da sé un sistema operativo per la sua macchina. Il 25 agosto del 1991 inviò uno dei più importanti messaggi della storia dell’informatica. “Ciao a tutti voi che utilizzate minix – si legge nel messaggio inviato nel newsgroup del sistema operativo.  Sto creando un sistema operativo (gratuito, solo un hobby, niente di importante e professionale come gnu) e vorrei sapere cosa ne pensate”.

Questo, più o meno, il senso del messaggio con cui Linus Torvalds annunciava al mondo lo sviluppo di un suo personale sistema operativo: Linux.

Il 5 ottobre di quello stesso anno rilasciò la prima versione stabile e ufficiale del kernel del suo SO, accompagnato da pochi altri elementi e programmi. Chiunque poteva scaricare il sistema operativo dal server FTP ftp.funet.fi dalla directory Linux (da qui il nome) e apportare le modifiche che preferiva. In questo modo la creatura di Torvalds crebbe in maniera esponenziale, diffondendosi rapidamente in tutto il mondo. Gli sforzi iniziali del programmatore finlandese si concentrarono sullo sviluppo e sul perfezionamento del kernel Linux, così da migliorare la stabilità dell’intero sistema operativo. Lavoro favorito dallo sviluppo della Free Software Foundation di Richard Stallman di una versione open source di UNIX, dalla quale Torvalds attinse a piene mani per integrare la sua creatura.

Nel quinquennio successivo, l’informatico finlandese continuò a lavorare allo sviluppo di Linux mentre completava la propria carriera universitaria in Finlandia. Nel 1996, dopo aver rilasciato la versione 2.0 del kernel Linux, decise di trasferirsi in California, nella Silicon Valley.

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Gli anni statunitensi

Dal febbraio 1997 al giugno 2003 Linus Torvalds lavorò come ingegnere del software presso la Transmeta, per poi trasferirsi nella neonata Linux Foundation. Nel 1999 Red Hat e VA Linux, due delle maggiori software house attive nello sviluppo di sistemi operativi Linux e programmi open source, regalarono parte del loro capitale azionario a Torvalds in segno di riconoscenza. Quello stesso anno, quando entrambe vennero quotate in Borsa, l’informatico finlandese si ritrovò improvvisamente più ricco di 20 milioni di dollari (a tanto ammontava il valore delle sue quote azionarie).

Nel frattempo Linux vedeva rapidamente crescere la sua fama, grazie anche all’adozione da parte di alcuni grandi nomi del mondo dell’informatica (Intel, Oracle, Netscape e Corel su tutte). Fu l’IBM, però, ad imprimere la maggior spinta verso l’adozione di questo sistema operativo open source: nel 2001 la casa statunitense annunciò investimenti per miliardi di dollari nello sviluppo di sistemi Linux da adottare successivamente sulle sue macchine. Fu il punto di non ritorno: da quel momento in poi Linux – e Linus Torvalds – divennero delle celebrità nel mondo dell’informatica.

Riconoscimenti

L’inserimento nella Internet Hall of Fame, avvenuto il 23 aprile 2012, è senza ombra di dubbio il riconoscimento più importante tra i vari ricevuti nel corso della vita di Linus Torvalds. Sempre nello stesso anno, Torvalds è stato insignito del Millennium Technology Prize (considerato da più parti come l’equivalente del Premio Nobel in ambio tecnologico) con Shinya Yamanaka.

Nel 1998 il papà del kernel Linux venne insignito dell’EFF Pioneer Award, mentre nel 2000 arriva la Lovelace Medal (dedicata alla prima programmatrice della storia, Ada Lovelace) assegnata dalla British Computer Society. Nell 2000, 2004 e 2006 è stato inserito dalla rivista statunitense Time in varie graduatorie tematiche (rispettivamente, tra i 100 personaggi più importanti del secolo appena trascorso; una delle più influenti personalità al mondo e uno dei rivoluzionari degli ultimi 60 anni).

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