L’impatto del turismo e alcuni esempi virtuosi

Il 21 Ottobre si è tenuto a Trento, al’interno della manifestazione FaLaCosaGiusta, un dibattito sul turismo sostenibile e la coesione sociale.

Ho avuto modo di partecipare a questo interessante dibattito in qualità di referente per l’Italia del circuito HomeExchange.com insieme a Francesca Forno, sociologa dell’Università di Trento, Paolo Graziano, docente del’Università di Padova e referente dell’osservatorio per la coesione sociale e Simone Riccardi, co-fondatore di EcoBnb.it.

Dal dibattito sono emersi dei dati molto importanti sull’impatto del turismo di massa sulle città e su quanto lo scambio di casa sia sempre di più un modo di viaggiare rispettoso dei luoghi e dell’ambiente.

 

Lo scambio Casa come esempio autentico di turismo sostenibile

Durante il mio intervento ho spiegato come, grazie allo scambio di casa, i centri storici vengono preservati perchè le persone continuano a viverci e si preserva anche l’ambiente perchè si impedisce la costruzioni di nuove strutture turistiche visto che lo scambio casa prevede uno sfruttamento più intensivo di prime e seconde case. La mia proposta è stata quella di impedire il fenomeno di “uberizzazione” delle città ovvero la trasformazione dei centri storici in Disneyland per turisti così come tristemente successo a Firenze o Barcellona. Come sostiene Marco D’Eramo nel suo interessante saggio  “l selfie del mondo” : “Se il residente ha bisogno di riparare le scarpe, mentre il turista ha fame di uno snack, e se i turisti spendono più dei residenti, il risultato è che scompare la bottega artigiana del ciabattino e si moltiplicano i fast-food”.

Alcuni dati sul giro d’affari del turismo nel mondo

La professoressa Francesca Forno dell’Università di Trento ha aperto la discussione sottolineando alcuni aspetti importanti su cui vale la pena di riflettere:

Secondo l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) il turismo genera il 10% del prodotto interno lordo e uno su 10 lavori e 30% del commercio e dei servizi.

Secondo l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) nel 2015 i ricavi del turismo internazionale ammontavano a 1522 miliardi di dollari. E il turismo internazionale è ovunque minoritario rispetto a quello locale: nel 2015 a New York sono arrivati 12,3 milioni di visitatori esteri e ben 46,2 milioni di statunitensi.

La Francia incassa dal turismo interno più del doppio (106,8 miliardi di euro) rispetto al turismo esterno (51,8 milioni di euro, dati del 2015) eppure è il paese più visitato al mondo dagli stranieri. In Europa nel 2015 il turismo pesava per il 9,4% del PIL, In Spagna il 15,5% del PIL e il 15,6% dell’occupazione era in questo settore.

Questi dati non rappresentano tutto il ricavo che produce il turismo, perché c’è il turismo coinvolge anche alri settori quali aereonautica, edilizia, viabilità (strade), editoria, souvenir ecc…

Chiaramente questa questione è diventata molto imponente con la crisi del 2007-2008, perché il turismo, specialmente per i paesi più colpiti dalla crisi, è diventata una importante risorsa, si pensi, in Europa soprattutto ai paesi del Sud Europa. Questo ha pesato peraltro soprattutto sulle città.

Politiche di governo della città che hanno spinto sul settore turistico, inoltre, proprio nelle città si sono mischiate con le nuove forme di turismo, legate all’esplosione del turismo PeerToPeer (ad esempio B&B).

Questo ha comportato l’innalzamento enorme degli affitti con vere e proprie “espulsioni” da alcune aree della città di intere fasce della popolazione, ma anche la perdita di identità e di possibilità di utilizzo da parte dei “locali” di alcuni luoghi storici, come la Ramblas di Barcellona, con conseguenze quali l’ aumento degli affitti, l’espulsione dei residenti dal centro, la distruzione del piccolo commercio, la carenza di case popolari.

Il raggiungimento di una “soglia critica” ha fatto nascere diverse azioni di protesta che si sono orientate al riappropriarsi delle città, esempio tipico quello di Barcellona.

Se i turisti superano il numero dei residenti l’intera morfologia della città cambia, cambia il commercio, cambiano i prezzi. Se per esempio sono di più chi domanda pizze al taglio, rispetto a chi si fa riparare le scarpe, il ciabattino chiude e viene sostituito dalle pizze al taglio.

 

Ma cosa si intende con turismo sostenibile?

  • Turismo lento
  • Turismo solidale e sostenibile
  • Campi di lavoro come forma di turismo volontario
  • Ecoturismo, più legato alla conservazione della natura

Il turismo è uno strumento molto importante per posizionare luoghi nelle mappe, un potente strumento di potere per lavorare per e riscrivere la geografia dei luoghi.

Di questo in questi anni si sono accorti anche i movimenti, soprattutto quegli attori legati al consumo critico, perché non dobbiamo dimenticarci che il turismo è una forma di consumo.

EcoBnB, Scambio casa, sono ad esempio due varianti che mostrano l’altra faccia di fenomeni che stanno modificando la morfologia delle nostre città, legate allo sviluppo di AirBnB, ad esempio.

Scambio casa in realtà è una esperienza che ha origini molto lontane, più o meno da quando è nato il turismo, e sostanzialmente prevede uno scambio non monetario tra persone che mettono a disposizione la propria casa gratuitamente.

EcoBnB promuove e mette in rete strutture ricettive che si caratterizzano per criteri di sostenibilità.

Molto interessante inoltre oggi sono le forme di turismo lento, in qualche modo ritornano di moda i “cammini”. In questo caso importante è come i cammini generalmente oltrepassino luoghi non così turistici e attorno a questo trismo lento sia possibile riportare il commercio, attività economiche che contrastano la concentrazione di tutte le attività nelle città. Certamente si collega a forme di consumo responsabile.

 

Un turismo particolare, quello di AddioPizzo

Oltre a questi turismo eco-solidale c’è poi un turismo particolare, ovvero quello di Addiopizzo. In questo caso il turismo è utilizzato per creare delle connessioni tra attività commerciali locali. Uno strumento per creare reddito ad attori che coraggiosamente si sono voluti affrancare al ricatto della mafia. In questo caso una associazione terza (Addiopizzo e dopo Addiopizzo travel) fa da mediatore per rafforzare le capacità di mercato di attività che altrimenti non sarebbero valorizzate o escluse dal turismo di massa.

 

Il ruolo dei Social network e delle pratiche “antimercatiste”

Molto importante sono i social network, ma anche la possibilità di usufruire di network creati dai movimenti per diffondere i propri messaggi. Tuttavia, la possibilità che l’etica connessa a determinati stili di offerta turistica sia un ulteriore strumento esclusivamente di “valorizzazione commerciale” va tenuto in considerazione. Vale per il turismo sostenibile lo stesso ragionamento che facciamo per il consumo critico: ad esempio la “linea etica” come prodotto personalizzato per una certa categoria di consumatori nei panieri di prodotti finanziari offerti dalle grande banche; l’utilizzo di finanziamenti a progetti e iniziative benefiche come fiore all’occhiello di un qualsiasi soggetto privato desideroso di un restyling d’immagine, ecc. Insomma la possibilità che il mercato catturi anche l’altro mercato in virtù dell’appetibilità commerciale delle stesse pratiche “antimercatiste”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Benvenuto! Non dimenticare di iscriverti alla Newsletter cliccandoQUI
+