Le social street: l’esperimento bolognese raccontato dal New York Times

Il New York Times si è occupato di un fenomeno nato in Italia dall’idea di due coniugi bolognesi residenti in via Fondazza: la social street. L’articolo è apparso oggi sull’edizione cartacea del New York Times e ieri sulla versione on-line. La creatività italiana  stupisce gli americani!

 

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Ma cosa si fa in via Fondazza?

L’ideatore del gruppo, Federico Bastiani, aveva un unico obiettivo: far socializzare i vicini di casa al fine di acquisire fiducia reciproca. Alla base del funzionamento del social street sta proprio la costruzione di questo rapporto di fiducia che è alla base di tutte le esperienze di sharing economy.

Risiedendo in Via Fondazza da ormai quattro anni, si era reso conto che il contatto con gli abitanti della strada non andava mai oltre il “buongiorno” (nei migliori dei casi) eppure vedeva le stesse persone tutti i giorni. Federico ha cosi deciso, senza alcun investimento (creazione di un sito, app geolocalizzanti etc) di utilizzare lo strumento che ormai la maggioranza delle persone utilizza, Facebook. Ha creato quindi un gruppo chiuso “residenti in via fondazza” e battezzato amichevolmente i suoi residenti “fondazziani”.

Cosa si fa nel gruppo? Per prima cosa si scambiano e condividono informazioni utili per tutti e soprattutto si condivide la propria esperienza per metterla al servizio degli altri. Alcuni esempi concreti:

  • Nella strada abitano studenti universitari fuori sede, appena trasferiti a Bologna che non conoscevano nessuno, non sapevano come muoversi nella città, trovare la lavanderia a gettoni più vicina, la palestra più economica, a chi chiedere? Chi può conoscere meglio il territorio dei vostri vicini di casa?
  • E’ capitato di rilevare piccoli furti nella strada, sono state postate fotografie nel gruppo che è stato messo in guardia in tempo reale sulle situazioni sospette
  • Via Fondazza per i passanti è una strada normale ma all’interno ha bellissimi balconi e terrazzi con vedute fantastiche, è stato creato un album per condividere fotografie con le parti più “segrete” della strada
  • Nell’ottica del recupero, è stato creato un album fotografico per “scambiare e/o vendere oggetti usati”. Magari nelle vostre cantine si hanno oggetti che non utilizzate che invece possono essere utili ai vostri vcini. Perché appoggiarsi ad ebay o altri siti per vendere che richiede registrazioni, percentuali, fiducia verso sconosciuti, prevedere trasporti (e quindi inquinamento), quando invece si può condividere con il proprio vicino di casa a costo zero?
  • Recupero alimentare. Quante volte vi è capitato di dover gettare alimenti per un’errata valutazione quantitativa in fase di acquisto o semplicemente perché dovete partire per una vacanza ed avete in in frigorifero cibo in scadenza? Avendo costruito un rapporto di fiducia con il gruppo, si può semplicemente fare dei post nel gruppo dove si invitano le persone a scambiarsi/donare cibo in eccesso evitando sprechi e magari aiutando persone in difficoltà nel proprio vicinato
  • Aiuto concreto. Si deve effettuare un trasloco o si deve spostare un armadio? Magari il vostro vicino ha dieci minuti di tempo da dedicarvi per un aiuto
  • Organizzare “social birthday”, ovvero i compleanni di strada per condividere con gli altri (anche persone che non si conosce) un evento particolare che può essere un compleanno ma anche qualsiasi altra occasione semplicemente con la volontà di condividere
  • Organizzare eventi mensili dove le persone del gruppo possono incontrarsi fisicamente. Non servono spazi particolari, esistono le piazze.

Le possibilità di condivisione sono infinite ed è lo stesso gruppo ad alimentare nuove proposte, non è una funziona che spetta al “leader” nel puro spirito della democrazia partecipativa

Un interessante video che spiega cos’è una social street:

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