La Sharing economy in cifre

Si stima che in Europa  il mercato della sharing economy si aggiri attorno ai 28 milioni di euro che diventeranno 570 in medo di 10 anni (stima PWC).

In Italia il giro d’affari del 2015 è stato di 3,5 milIiardi che potrebbero diventare anche 25 nel giro di 5 anni (stima sole 24 ore).

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Il fenomeno in Italia

Tre miliardi e mezzo di euro. Tanto vale la sharing economy italiana secondo la ricerca commissionata da PHD Italia all’Università degli Studi di Pavia (Dipartimento di Scienze economiche e aziendali), uno dei primi studi che quantificano l’impatto economico complessivo dell’economia collaborativa nel nostro Paese, e quindi delle transazioni prodotte attraverso le piattaforme digitali con un modello di business basato sul noleggio o la condivisione di beni e servizi, allo scopo di ridurre il sotto-utilizzo e l’uso inefficiente degli stessi.

Per effettuare la ricerca è stato creato un modello economico ad hoc, battezzato Shaker (Sharing Key Economic Resources), un approccio cognitivo che permette di interpretare e modellare qualunque fenomeno, economico (così come fisico, sociale, psicologico), costruendo scenari.

“Quello della sharing economy – commenta Luciano Canova, docente di Economia Comportamentale all’Università di Pavia – è sicuramente un tema caldo del dibattito scientifico ma mancano ancora modelli di valutazione di impatto economico, per cui abbiamo provato a quantificare il peso economico dei settori coinvolti dall’economia collaborativa e a modellare l’evoluzione da qui a 10 anni del Pil”

In termini di Prodotto interno lordo, la sharing economy in Italia vale oggi lo 0,2% ed  equivale al 10% circa delle risorse stanziate dalla legge di stabilità 2016. Nei prossimi cinque/dieci anni si potrebbe salire a un’incidenza dello 0,55 prima e dello 0,7% in seguito.

A seconda degli scenari ipotizzati, si arrivano infatti a toccare cifre che variano dagli 8,8 ai 10,5 miliardi di euro per il 2020 e dai 14,1 fino ai 25,2 miliardi di euro per il 2025.

Un primo scenario è basato sull’ipotesi che a decollare sia la popolazione di utenti della sharing economy, dagli attuali 6,4 milioni a 11,5 milioni nel 2020 e 16,5 milioni nel 2025. In termini di valore aggiunto per l’economia, nel 2020 il valore della sharing economy è previsto in 10,2 miliardi di euro (+16% rispetto allo scenario base) e, nel 2025, in 19,4 miliardi (+37% rispetto allo scenario base).

Lo scenario “digital disruption” è quello più ottimista, perché ipotizza non solo l’incremento degli utenti della sharing economy (11,6 milioni nel 2020 e 21,4 milioni nel 2025), ma anche un allargamento della popolazione di internauti in assoluto all’interno di tutte le fasce, frutto degli investimenti sulle infrastrutture digitali che andranno probabilmente aumentando. L’impatto economico dell’economia collaborativa risulterebbe pari a 10,5 miliardi nel 2020 (0,6% sul Pil) e a 25,2 miliardi di euro nel 2025 (1,38%).

E se si trattasse di una bolla? La ricerca prova a rispondere anche a questa domanda e ipotizza, per il 2025, un valore di soli 4 miliardi di euro, dopo aver raggiunto un picco di 14 miliardi di euro nel 2019.

Un’interessante contributo ci è arrivato anche dalla conferenza organizzata da Altroconsumo #IoCondivido che si è tenuto a Settembre al Castello Sforzesco di Milano

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