La mia casa è la tua casa

L’Università degli studi d Bergamo ha condotto un’importante ricerca “La mia casa è la tua casa”: il primo studio approfondito sui viaggiatori protagonisti della crescita del fenomeno dello scambio casa, che conta circa 46.000 membri in tutto il mondo

Per la prima volta è disponibile un profilo dettagliato dell’espansione demografica di chi sceglie lo scambio casa per motivi turistici. Dalla ricerca emerge che il settore sta avendo un profondo impatto sulla società. Secondo le ricercatrici, “le persone stanno adottando sempre di più modelli di consumo che enfatizzano la comunità rispetto al singolo individuo,” e lo scambio casa “può contribuire a fare in modo che le nostre società si orientino verso un futuro sostenibile”

Non solamente attratti da questo sistema in quanto permette di risparmiare, chi scambia la casa è generalmente un turista curioso (il 98% dichiara di essere interessato alla cultura del luogo e l’84% di visitare musei e parchi naturali quando in vacanza) e con un enorme senso di fiducia verso il prossimo (il 75% dice di fidarsi della maggior parte della gente).

Sebbene si tratti di una nuova tipologia di viaggiatori (gli swapper sono molto istruiti, con il 62% che possiede un diploma di laurea o superiore), gli home-exchangers rappresentano una sempre più ampia fetta di viaggiatori appassionati. Ad esempio, il tipico soggetto che sceglie lo scambio casa viaggia con la propria famiglia (il 49% di loro con figli) e proviene da tutti e cinque i continenti, con Stati Uniti, Francia, Spagna, Canada e Italia in cima alla classifica.
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L’acquisto di prodotti del commercio equo e solidale (63%) e di prodotti biologici (73%) è molto importante per gli appassionati di scambio casa, e il 69% cucina autonomamente i pasti quando viaggia, cogliendo tutti i vantaggi di poter acquistare i prodotti del territorio. Quando non sono in vacanza, chi scambia la casa è spesso attivo nell’attività di associazioni per il benessere della comunità: il 59,1% partecipa ad attività di volontariato che vanno dalla salvaguardia dell’ambiente, alle attività per i giovani, alla tutela culturale e del benessere degli animali.

Con ben il 98% degli intervistati che dichiarano di apprezzare molto lo scambio di casa e l’81% che ha scambiato la casa già più di una volta, il futuro sembra molto promettente per HomeExchange. Così come affermano le ricercatrici:

“Lo scambio di casa è una delle frontiere più significative del turismo moderno, in quanto incorpora alcune delle dinamiche che caratterizzano il turista del nuovo millennio: il desiderio sempre più crescente di viaggiare più volte all’anno, anche con budget limitati, il bisogno di organizzare un viaggio il più possibile su misura e il desiderio di trasformare il viaggio in un’autentica esperienza… non solo per conoscere un nuovo paese con tutte le attrazioni, ma anche per immergersi in una nuova cultura”

A proposito della ricerca all’Università di Bergamo
Francesca Forno, Forno è Professoressa di Sociologia e Sociologia dei Consumi, anche direttorice del CORES LAB (Gruppo di Ricerca sul Consumo, Reti e Pratiche di economie sostenibili) www.unibg.it/cores.

Roberta Garibaldi, è Professoressa di Marketing e Marketing del turismo, anche membro di CeSTIT (Centro studi per il turismo e l’interpretazione del territorio) www.unibg.it/cestit.

Lo studio è stato condotto da Aprile a Maggio 2013, intervistando (con un questionario online) circa 46,000 membri di HomeExchange.com, con un tasso di risposta senza precedenti pari al 16%  (7,000 intervistati)

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