Io me la cavo: a Caivano un’altra esperienza di Workers BuyOut

Massimo Gramellini gli ha dedicato il suo “buongiorno” dal titolo molto eloquente “io me la cavo”.

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Il buongiorno di Gramellini:

C’era una volta, ed era appena due anni fa, una multinazionale portoghese che per le solite logiche finanziarie incomprensibili a noi umani chiuse il suo stabilimento napoletano di cavi d’acciaio, nonostante esportasse con profitto in tutto il mondo. Gli operai e gli ingegneri non capirono, si arrampicarono sui tetti, presidiarono giorno e notte i preziosi macchinari. Per un po’ si illusero che qualcuno venisse a salvarli. Poi compresero che ciascuno si salva da solo. Purché non sia solo, e loro per fortuna erano tanti, uniti dallo stesso bisogno e dallo stesso sogno. Così decisero di investire i proventi della liquidazione, venticinquemila euro a testa, nell’acquisto dell’azienda. A dispetto dei luoghi comuni sul fatalismo meridionale, rinunciarono ai soldi con cui avrebbero potuto campare decorosamente almeno qualche mese per comprarsi la possibilità di tornare a lavorare.

Lo stabilimento venne rimesso all’onore del mondo con l’aiuto di tutti: chi ridava il bianco, chi potava gli alberi, chi aggiustava i rubinetti dei bagni. Anche gli antichi clienti si rifecero sotto, un po’ per tenerezza e molto per convenienza, perché alla Wbo Italcables di Caivano sono davvero bravi. E con l’approssimarsi del Natale, come in ogni favola che si rispetti, arrivò il lieto fine. Ieri il primo carico di cavi d’acciaio diretto a Houston ha varcato i cancelli della fabbrica e negli occhi di quegli uomini rotti a tutte le intemperie è spuntata persino qualche lacrima. Li accompagni l’eco dei nostri applausi. Certe favole sono contagiose.

La  storia della Wbo Italcables

Ciascuno dei 51 dipendenti che hanno dato vita alla coperativa (tutti, 45 operai e 6 funzionari) ha versato 25 mila euro dalla sua mobilità e ha messo la sua firma sulla rinascita di una fabbrica da 50 milioni di fatturato annui (produce cavi d’acciaio per infrastrutture), chiusa con un mercato ancora attivo e una lista di ordini ancora da evadere.

 La prima commessa per la Wbo Italcables è arrivata dagli Stati Uniti e così le macchine si sono rimesse in moto e gli operai all’opera per la nuova vita della fabbrica di Caivano. Il Ministro Poletti, intervenuto all’inaugurazione ufficiale ha sottolineato come: ” lo strumento cooperativo sia utile per dare risposte concrete ai bisogni delle comunità”

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