Da dipendenti a proprietari, il workers buyout arriva in Italia

Si stanno diffondendo sempre più anche in Italia i casi di workers buyout:  le aziende in crisi  vengono rilevate dagli ex impiegati, che pur di non perdere il lavoro mettono in gioco Tfr e mobilità.

Molte imprese, oggi, stanno vivendo un momento difficile: dopo anni di attività, di produzione e commercializzazione, l’azienda entra in un terribile baratro dettato dalla crisi economica sempre più incombente. C’è chi continua a dare un’altra chance all’azienda, riorganizzando il sistema, cercando possibili soluzioni fino all’ultimo; c’è chi, invece, decide di chiudere i battenti per evitare “effetti collaterali” peggiori. Con la conseguente chiusura dell’impresa e il licenziamento di molti addetti e dipendenti.

Esiste però una speranza, che prende il nome di Workers Buyout (WBO).

 

Cos’è e come funziona

Le Workers Buyout non sono altro che un’operazione di acquisto di una società realizzato dai dipendenti dell’impresa stessa per evitarne la chiusura e i licenziamento trasformando la società in una una cooperativa.  Si tratta di un’operazione nata e diffusa sopratutto negli Stati Uniti e che sta prendendo piede anche in Italia in seguito alla messa in liquidazione o al fallimento dell’azienda stessa.

In questo caso i lavoratori, al fine di crearsi un’alternativa occupazionale e di salvaguardare il know how acquisito, si riuniscono in cooperativa e  propongono di prendere in affitto o acquisire l’azienda dal liquidatore o dal curatore fallimentare, a volte anche dal datore di lavoro stesso.

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Come avviene

Per farlo i lavoratori utilizzano propri risparmi e l’indennità di mobilità, se l’INPS riconosce la possibilità di erogare l’anticipo dell’indennità stessa per destinarla alla capitalizzazione da parte dei soci.

Si tratta di un’operazione che, senza dubbio, può essere non poco complessa, ma che oggi è diventata più facile grazie all’accompagnamento  dei lavoratori di Legacoop. Le workers buyout, infatti, non sono operazioni facili anche perchè a volte richiedono la riduzione degli stipendi e il ridimensionamento dell’organico.

Legacoop, un’associazione che fornisce l’assistenza e gli strumenti territoriali nel processo  di costruzione della nuova società, supporta i laboratori in termini di consulenza amministrativa, fiscale e di relazioni sindacali.

Il compito di Legacoop è infatti quello di sviluppare servizi e progetti per far nascere e far crescere imprese cooperative e promuovree la cultura cooperativa, affermandone i valori distintivi e sostenendo, con la propria azione di rappresentanza, il ruolo economico, sociale e civile e la capacità di rispondere ai bisogni delle persone che caratterizza le imprese cooperative.

Un esempio di workers buyout: la Sportarredo Group sc

Un esempio di impresa salvata da un’operazione di workers buyout è quello della  Sportarredo Group sc di Gruaro, a Venezia, piegata come tante dalla crisi, nonchè quarta cooperativa industriale sorta nella regione Veneto attraverso un’operazione di workers buyout in collaborazione con la Legacoop Veneto.

La cooperativa si è formata il 13 Gennaio, dopo un’adeguata fase di analisi delle opportunità di mercato e degli aspetti giuridici. Una scelta suciramente coraggiosa di alcuni lavoratori dell’ex Sportarredo spa di mettersi insieme e diventare cooperatori, salvando l’azienda e il proprio posto di lavoro.

SportArredoI sette  lavoratori di Sportarredo, azienda di Gruaro (Ve)  attiva nel settore dei macchinari per l’estetica, si sono organizzati in cooperativa per rilevare l’impresa messa in liquidazione dal dicembre 2011. Un’impresa che nel 2009 dava lavoro a oltre 100 persone e che alla fine della sua vita economica contava 41 addetti.

Con i 145 mila euro dei propri assegni di mobilità, anticipati dalla filiale Unipol di Portogruaro e 150mila euro messi a disposizione da Cfi e da CoopFond, i soci lavoratori riuniti nella Sportarredo Group Sc hanno potuto acquisire marchi, brevetti, macchinari e sito produttivo e ripartire con le attività proprio da ieri con 10 unità lavorative. «Dopo 26 anni non ce la sentivamo di abbandonare il nostro lavoro – spiega Claudio Pasquon, presidente della cooperativa cresciuto in azienda a giunto alla direzione commerciale –. Grazie all’assistenza di Legacoop Veneto abbiamo potuto avviare il percorso di workers buy out che si è concluso con la riapertura delle attività. Ordini e spedizioni stanno ricominciando e in futuro puntiamo a riassorbire altri lavoratori».

Una bella notizia in tempi di crisi!

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